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Angelo Roncalli in Oriente – 4 marzo 2010
by Comunità di San Leolino

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Una veduta del Corno d'Oro a Istanbul

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Giovanni XXIII

Comunità di San Leolino
in collaborazione con
Consulta delle Aggregazioni laicali dell’Arcidiocesi di Firenze
Istituto N. Stensen
Associazione “Incontri”


ANGELO RONCALLI IN ORIENTE
Alle radici dell’ispirazione del concilio Vaticano II

Incontro di riflessione in occasione della pubblicazione del volume di Crispino Valenziano, Angelo Roncalli, Lettere dall’Oriente e altre inedite a Giovanni Dieci (Ed. Feeria-Comunità di San Leolino 2010)

Relazione di Alberto Melloni
Direttore della Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna

Sarà presente l’autore.

Giovedì 4 marzo 2010 – ore 21.15
Sala del Seminario Arcivescovile di Firenze
(Lungarno Soderini 19, Firenze)


Il senso dell’incontro

Un piccolo fascio di lettere che il Nunzio e Delegato apostolico in Bulgaria e poi in Turchia e Grecia mons. Angelo G. Roncalli scrisse a un suo ex-collaboratore nell’ufficio della Propagazione della Fede a Roma, casualmente ritrovate su una bancarella romana, apre un’inattesa “finestra” per illuminare ulteriormente il cammino umano e cristiano di colui che, alcuni anni dopo, sarebbe stato il protagonista del concilio Ecumenico Vaticano II.
Lettere dal sapore quotidiano, persino feriale, ma dove pure traspare continuamente il grande animo sacerdotale e pastorale del futuro papa Giovanni XXIII, la sua passione per la Chiesa, la sua dedizione per ogni persona affidata alle sue cure pastorali, l’ansia per l’unità della Chiesa, il lavoro in favore della pace. In una parola, il senso vivo dell’azione dello Spirito santo che sempre sospinge la Chiesa verso il mondo e ne costituisce il cuore e il vero futuro.
C’è, in queste lettere, e negli altri preziosi testi che Valenziano presenta a completamento di questa “riscoperta” di un Roncalli quasi inedito, il singolare affacciarsi di quello che sarebbe venuto, la percezione, certo lontana, ma non meno chiara e consapevole, della “nuova Pentecoste” che Dio preparava per la sua Chiesa alla vigilia del terzo millennio cristiano.
Come si legge nel saggio introduttivo del volume, è davvero tempo – al di là di sterili e ormai consunte contrapposizioni – di non sottrarsi al fascino del Concilio: «Fascino del Concilio, in/canto ecclesiale oltre il ritmo ecclesiastico, è che l’opera inaugurata da Giovanni XXIII è vero e proprio “progetto culturale” della Chiesa, nel senso proprio e scientifico del termine e della categoria». Vale pienamente anche per noi, infatti, la bellissima invocazione che il monaco Giovanni di Dalyatha rivolgeva a Dio nel secolo VIII: «Donami, o Dio, di proclamare ciò ch’è tuo / così come mio. / Concedimi di non essere soltanto / ripetizione delle cose udite» (Lettera 34,3).
Muovendosi dagli anni in Oriente del futuro Giovanni XXIII, sui quali egli stesso ha lavorato a lungo, la relazione di Alberto Melloni ci aiuterà a riscoprire la grandezza di un magistero pastorale cui la Chiesa deve moltissimo: «abbiamo contratto un debito con lo Spirito di Cristo – ha affermato di recente Benedetto XVI proprio in riferimento a Giovanni XXIII –. Egli, infatti, è lo Spirito che parla alle Chiese e durante il Concilio la sua parola è divenuta particolarmente espressiva e decisiva per la Chiesa. Noi tutti siamo davvero debitori di questo straordinario evento ecclesiale» (28 ottobre 2008).


Voci su Giovanni XXIII e il Concilio

«Piaccia tutto o meno, chiunque lo abbia proseguito oppure osteggiato, il Concilio della Chiesa Cattolica nell’attualità scottante è di papa Giovanni XXIII. L’inizio irreversibile della “grande riforma” della Chiesa nel Mondo, auspicata e attesa, teorizzata o capovolta, perseguita o bloccata, anticipata e affrettata, da un millennio intero all’ecumene intera, è suo».
Crispino Valenziano

«A inquietudini a domande e speranze che non nascevano da scetticismo verso la Chiesa ma dalla interiorità del rapporto riscoperto, dalle esigenze dell’amore e della fiducia nella Chiesa, ha risposto la figura di Papa Giovanni XXIII e l’evento del Concilio. Più d’uno ha sperimentato, in presenza di quanto sta accadendo, che cosa sia carisma, vita di un effettivo operare dello Spirito di Dio al di là della pura ragione e della pura legge. Nessuno si sarebbe aspettato che dalla pacifica personalità di quel papa sarebbe emersa l’iniziativa di un avvenimento così possente (anche visto esteriormente soltanto) come quello di una tale assemblea radunata da ogni parte del mondo. Ma non è successo solo questo. Si è verificata anche una esplosione creatrice di conoscenza e di comunicazione. Si è manifestata una consapevolezza d’energia viva della verità cristiana che può avere inquietato qualcuno già abituato a modi di pensare e di parlare abitudinari. La certezza di perenne vitalità della fede non si è rivelata in attenuazioni o in contaminazioni, ma nella confidenza con cui ciò ch’è eterno dev’essere proclamato nel presente della storia».
Romano Guardini


Alberto Melloni (Reggio Emilia 1959) insegna Storia del cristianesimo all'Università di Modena-Reggio Emilia e dirige la Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna. Ha curato l'edizione italiana della Storia del Concilio Vaticano II, diretta da Giuseppe Alberigo (5 voll., il Mulino, 1995-2001) e ha pubblicato fonti e studi su Angelo Giuseppe Roncalli, inclusa l'edizione critica de Il Giornale dell'Anima (Istituto per le scienze religiose di Bologna, 2003), nel quadro dell'edizione nazionale dei diari di papa Giovanni di cui è stato l'ultimo direttore. È autore anche dello studio biografico Papa Giovanni. Un cristiano e il suo concilio (2009). Fa parte dell'Académie des sciences réligieuses di Bruxelles e della redazione di «Cristianesimo nella storia».





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